09.022017
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ILLEGITTIMO IL TRATTENIMENTO IN AEROPORTO EFFETTUATO IN SEGUITO ALLA REVOCA DEL PERMESSO DI SOGGIORNO NOTIFICATA ALLA FRONTIERA

Trib. Brescia, ordinanza del 3.3.2020 (dott.ssa Pipponzi), X. (avv.ti Neri e Micheli) c. Min. Interno

Respingimento diretto ex art. 10 d.lgs 286/1998 – giurisdizione giudice ordinario – trattenimento in aeroporto in contrasto con art. 3 CEDU – diritto al risarcimento del danno per lesione di interessi di rango costituzionale – revoca permesso di soggiorno – carta di soggiorno per familiare di cittadino comunitario – insussistenza requisito della convivenza ex d.lgs 30/2007

La cognizione dell’impugnazione dei provvedimento di respingimento ex art. 10, commi 1 e 2 del d.lgs 286/1998, spetta al giudice ordinario, in quanto avente ad oggetto diritti soggettivi in relazione ai quali non sussistono margini di ponderazione degli interessi in gioco da parte dell’amministrazione.

Ai fini dell’acquisizione del diritto di soggiorno permanente ex artt. 14 e 17 d.lgs 30/2007 non ha alcun rilievo la mancata convivenza con il coniuge separato, atteso che il d.lgs. 30/2007 non richiede né il requisito oggettivo della convivenza tra il cittadino italiano e il richiedente – salve le conseguenze dell’accertamento di un matrimonio fittizio – né quello del pregresso regolare soggiorno del richiedente.

Nel caso di un trattenimento operato nei locali di polizia di un aeroporto, con modalità contrarie all’art. 3 della CEDU, sussiste il diritto al risarcimento del danno non patrimoniale dovuto da una lesione di diritti soggettivi di rango costituzionale, quali la libertà personale. La quantificazione dell’ammontare del risarcimento va operata alla luce della giurisprudenza CEDU in materia e può essere ritenuto congruo in euro 1.000,00 per ogni giorno di trattenimento.

La vicenda:

Alla ricorrente, cittadina cubana residente in Italia dal 2011, è stato notificato all’aeroporto di Milano- Malpensa, mentre faceva rientro in Italia, un provvedimento di revoca del permesso di soggiorno per motivi familiari di cui era in possesso.

In conseguenza della revoca, è stato adottato nei suoi confronti un provvedimento di respingimento ex. art. 10, comma 1, d.lgs 286/1998 e la ricorrente è stata trattenuta per cinque giorni dalla Polizia di Frontiera, senza l’adozione di alcun provvedimento, presso un locale situato all’interno dell’aeroporto di Milano Malpensa. Dopo cinque giorni, la ricorrente è stata fatta imbarcata su un volo diretto a Cuba.

Il locale, di ridotte dimensioni e dove erano trattenuti numerosi altri cittadini stranieri, era privo di finestre e dotato solamente di luce artificiale. Inoltre, alla ricorrente è stato negato il diritto di incontrare i suoi legali.






Corte d’Appello di Milano, 3 febbraio 2011,est. La Monica, Prefetto di Pavia, Questura di Pavia, Ministero dell’Interno (Avvocatura dello Stato) c. L.B. (avv.ti Guariso e Neri)

Reclamo della precedente


Giudice di Pace di Milano, 13 agosto 2010, est. Bargero, A.S. (avv. Neri) c. Prefetto di Milano (Avvocatura dello Stato)

Motivi di salute


Tribunale di Pavia, 17 dicembre 2009, est. Raciti, L.B. (avv.ti Guariso e Neri) c. Prefetto di Pavia, Questura di Pavia, Ministero dell’Interno (Avvocatura dello Stato)

Allontanamento cittadino comunitario