23.012017
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La lavoratrice marocchina che ha in affido una minore mediante l’istituto di diritto islamico kafalah ha diritto alla aspettativa per maternità, poiché la equiparazione tra kafalah e affido di diritto nazionale comporta la parificazione anche nei trattamenti previdenziali.

E’ quanto affermato dal Tribunale di Bergamo con sentenza del 20 gennaio 2016.

Già in precedenza la Corte di Cassazione aveva riconosciuto l’equiparabilità dell’atto di affidamento in kafalah all’affido di diritto interno, ai fini dell’ingresso in Italia di un minore per ricongiungimento familiare (Cass. 2.2.2015 n. 1843; Cass. 28.1.2010 n. 1908; Cass.17.7.2008 n.19734; Cass. 20.3.2008 n. 7472).

Il Tribunale di Bergamo ha esteso tale equiparazione anche agli effetti successivi all’ingresso in Italia, riconoscendo il diritto alle prestazioni previdenziali dovute dall’Inps (nel caso di specie, il congedo di maternità) a favore del cittadino straniero affidatario in kafalah; conseguentemente poiché il lavoratore affidatario di un minore ai sensi del diritto nazionale ha diritto alla aspettativa per maternità ex art. 26 Dlgs 151/01 (e successivamente al congedo parentale ex art. 32 DLgs 151/01) tale diritto deve essere riconosciuto anche al lavoratore affidatario mediante Kafalah.

Da segnalare che dal 1.1.2016 – e dunque in momento successivo rispetto alla vicenda esaminata dal Tribunale di Bergamo – è entrata in vigore la “Convenzione sulla competenza, legge applicabile , il riconoscimento , l’esecuzione e la cooperazione in materia di responsabilità genitoriale e di misure di protezione dei minori fatta all’Aja il 19.10.1996” ratificata con L. 18.6.2015 n. 101 che interviene sulla disciplina dell’ingresso in Italia dei minori affidati secondo il diritto straniero (che pertanto non dovrebbe influire sulla questione del diritto alle prestazioni previdenziali); alcune norme – riguardanti anche la kafalah sono state stralciate dall’originario disegno di legge di ratifica e inserite in un disegno di legge attualmente all’esame del parlamento (Senato n.1552-bis).

Tribunale-di-Bergamo-sez.-lav.-dott.ssa-M.V.-Azzolin-20-gennaio-2017