09.022017
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SOPRAVVENUTA INIDONEITA’ DEL LAVORATORE: DIVIETO DI LICENZIAMENTO E OBBLIGO DI RICOLLOCAMENTO E ADOZIONI DI ACCOGLIMENTI RAGIONEVOLI
sopravvenuta inidoneità – handicap ex dir. 2000/78/CE – obbligo di ricollocamento e adozione di accomodamenti ragionevoli – sussiste – limite di oneri sproporzionati – sussiste – onere della prova – grava sul datore di lavoro – conseguenza della mancata adozione di accomodamenti ragionevoli – nullità del licenziamento in quanto discriminatorio
A fronte della sopravvenuta inidoneità alle specifiche mansioni del lavoratore portatore di handicap ai sensi della direttiva 2000/78/CE, il datore di lavoro non può – per ciò solo – licenziarlo, ma è tenuto a ricollocarlo in altre mansioni e ad adottare tutte quelle misure – “accomodamenti ragionevoli” – atte a evitare il licenziamento, anche quando queste incidano sull’organizzazione dell’azienda, con il solo limite dato dall’eventuale sproporzione degli oneri a carico dell’impresa, sproporzione che dovrà essere oggetto di puntuale e rigorosa prova a carico del datore di lavoro; mancando la doverosa adozione delle soluzioni ragionevoli il licenziamento rimane intimato “a causa” dell’invalidità del ricorrente ed è per ciò stesso nullo in quanto discriminatorio

DISCRIMINATORIO LICENZIARE UN LAVORATORE SE E’ STATO SUPERATO IL PERIODO DI COMPORTO PER MALATTIE CAUSATE DALLA SUA DISABILITA’
Discriminazione – lavoratore disabile – periodi di comporto – inapplicabilità – licenziamento – illegittimità
Il datore di lavoro non può licenziare il dipendente disabile per superamento del periodo di comporto se le malattie sono derivanti dall’invalidità. Il divieto di discriminazione del lavoratore per ragioni di disabilità comporta infatti anche  il divieto di licenziamento motivato sulla base delle malattie che sono causate dalla disabilità. Il datore di lavoro ha l’obbligo ai sensi dell’art. direttiva 2000/78 di adottare tutte le possibile soluzioni ragionevoli che consentono al lavoratore disabile di proseguire il rapporto senza incorrere in assenze per malattie.

CARATTERE DISCRIMINATORIO DELLA CONDOTTA DEL MIUR E DEGLI ISTITUTI SCOLASTICI CHE NON ASSICURANO AGLI ALUNNI CON DISABILITA’ LE ORE DI SOSTEGNO GARANTITE DALLA PROCEDURA LEGISLATIVA

Comportamento dell’Amministrazione provinciale consistente nel finanziamento di un numero di ore di assistenza scolastica inferiore a quello previsto dal piano educativo dell’alunno portatore di disabilità – Tardività nell’avvio del servizio – Discontinuità del servizio – Situazione di svantaggio nell’accesso all’istruzione rispetto agli studenti normodotati – Sussistenza di una discriminazione – Diritto al risarcimento del danno non patrimoniale – Sussiste.

Comportamento dell’amministrazione scolastica consistente nella riduzione delle ore di sostegno agli studenti disabili – Situazione di svantaggio in confronto agli studenti normodotati rispetto ai quali non è intervenuta alcuna corrispondente diminuzione – Art. 2 Dlgs 67/2006 – Sussistenza di una discriminazione.

DISCRIMINATORIO ESCLUDERE UN ALUNNO DISABILE : CONDANNATO ISTITUTO SCOLASTICO
 In assenza di ragioni normative, regolamentari o di evidente esigenza didattica che giustificassero il mancato accoglimento della domanda di iscrizione di S. alla scuola di Via C., il rifiuto all’iscrizione del bambino – fondato sulla sola circostanza della disabilità e l’indicazione di altro istituto (sito in via X), diverso da quello prescelto – assume di per sè carattere discriminatorio in quanto si risolve in un trattamento diverso e deteriore, in ragione della disabilità, rispetto a quello riservato ai compagni normodotati accolti nel plesso scolastico desiderato.